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Visualizzazione dei post da gennaio, 2013

L'acqua del lago non è mai dolce

In quasi dieci anni mi è successa veramente la qualunque. Ho firmato un contratto con una casa editrice e quella me l'ha stracciato illegalmente. Mi ha distrutto talmente tanto che pensavo che un desiderio di rivalsa potesse colmare un vuoto. Allora ho scritto un altro libro, aggressivo, violento, un po' gretto. L'ho sputato fuori così di getto, ma non l'ho mai fatto leggere a nessuno. Tantomeno l'ho mandato alle case editrici. Ho fatto come coloro che dicevo di disprezzare: l'ho lasciato dentro una cartella di un computer e mi sono raggrinzita.  Una prugna. Orribile, non avete idea.  All'università è stato un crescendo di disastri di cui non so se qualcuno si sia mai davvero reso conto. Me compresa. Ho stretto amicizie che non mi bastavano, desiderosa com'ero di una chissà quale notorietà. Alcune le ho abbandonate per riprenderle in futuro. Le ho lasciate sotto il cuscino in attesa di risvegliarmi. Altre le ho tagliate via, strappate, tirate come si fa

Un caffè con panna, grazie.

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Un caffè. Con la panna e il latte e tanto tanto zucchero. Lo devi fare tu, con la bacchetta magica. Mi devi versare dentro una pozione a caso, perché io possa provare qualcosa. Un caffè miscelato di tutte le tue paure e i tuoi sogni. Io non conto. Solo tu. Così che io mi possa concentrare su qualcosa. Così che io torni ridente come un tempo. Fare tutto un dramma è tipico degli adolescenti. A volte penso che senza i miei drammi e le mie crisi io non sarei io. Ma voglio quel caffè, perché non provo più niente e questo mi fa paura. Il mio cuore è stato ferito troppe volte. In un milione di modi diversi e non ce la fa più. Riesce a malapena a battere, ma non sente più niente. E' apatico, batte ritmicamente alla  giusta velocità. Quella giusta. Perché lo fa? Datemi questo cazzo di caffè. Voglio sentire qualcosa! Grazie, per questa ultima delusione. Avrai la colpa di avermi fermato il cuore. E alla domanda, quand'è stata l'ultima volta che hai pianto, risponderei adesso, p

E continuo a vivere...

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E finalmente ho ripreso. Dopo tutte le delusioni che ho avuto in quest'ultimo periodo a vivere meglio. Vivere con più soddisfazione in quello che faccio. E pensate... Anto sta per andare ad iscriversi ad uno sport (non so se sia propriamente uno sport, sarebbe meglio definirla disciplina), inizio danza. Danza moderna questa volta. Danza classica la facevo da piccolina ed ero snodata come un acrobata, ma adesso dubito che otterrei gli stessi risultati. Comunque sì, è una di quelle poche cose che, a livello fisico, mi riescono bene. Sono sempre stata portata per la danza, anche se a vedermi la cosa vi sembrerebbe parecchio strana vista la mia inesistente finezza. Ebbene sì, quando l'ho detto non ci potevano credere. Io sono la classica pigrissima ragazza che mangia come un bue e non ingrassa nemmeno a riempirla di cemento, quindi darsi ad una disciplina faticosa sembrava per tutti fuori dal mio mondo, ma... vi ricordate l'ultimo post? Ecco, volevo uscire da quest'inver

Riscaldiamo questo gelido inverno...

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Vorrei un accendino per accendere la miccia del tuo cuore. Ne vorrei uno perché il mio risplendesse di più, un altro perché torni il sole, uno ancora per un po' di calore. Vorrei che la dolce fiamma del grande sole rischiarasse i miei rossi capelli e che mi desse tepore al cuore. Basta, sono stanca, ora voglio un po' di pace. Pace per leggere vicino alla candela, pace per scrivere davanti al focolare. Quanto mi manca il calore dell'estate e la vita della primavera. L'inverno è troppo buio, troppo freddo, troppo apatico. Vorrei che la fiamma rovente dell'aria di agosto mi erodesse il viso, mentre scorrazzo sul motorino di qualcun altro. Basta, sono stanca di correre dietro alle persone, che chi mi ami mi segua, sono triste. Voglio il sole, la vita. Il sangue rosso acceso che mi scaldi le vene. I pomodori tiepidi sotto il sole di maggio, toccarli con mano e rabbrividire di vita. Le pesche succose che mi inebriano il palato. Sputare i noccioli nella grata. Carez

E no, io non sono una bestiolina da ammaestrare!

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Ho azionato l'accendino degli AC/DC e ora la candela al mandarino cinese manda una piacevole fragranza fino alle mie narici. E' progettata per durare 40 ore. Lo spero davvero. Questa settimana è stata davvero stressante, ma non per questo meno carica delle mie solite seghe mentali. Quelle ci saranno per tutta la mia vita. E questa settimana non è stata nemmeno vuota in quanto a persone che mi vogliono controllare. A dispetto di questo, un hacker è addirittura entrato nella mia casella di posta elettronica, quindi se vi arrivasse per caso una e-mail a nome mio, sappiate che non sono io. Ecco, perciò, sì, questa settimana mi è stato addirittura detto che io non ragiono, che sono una stupida. Che l'unica cosa che faccio è leggere e imparare a memoria ogni nozione. Mi è stato detto che non sono nata per capire la filosofia. Che quando faremo Nietzsche, prenderò quattro o addirittura che sarò bocciata. Mi è stato detto che scrivo, scrivo, ma non si capisce a cosa serva scr

Per adesso è così...

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Una scintilla minuscola ha fatto partire un razzo. Un razzo che non si fermerà mai! Salirà su su nel cielo e solo quando avrà perforato tutte le nuvole cadrà giù e si accontenterà del mondo. E se non stessi attenta a tutti questi minimi particolari, starei ancora qui a chiedermi se mi vuole bene o no? No... direi no e basta. Tutto sarebbe finito, tutto sarebbe andato. Eppure ho questa smania di cambiamento in ogni cosa che con lui non c'è. Ho la smania di cambiare come appaio, vorrei trasparire fuori come mi sento dentro. Ho la smania di fare nuove amicizie, ho la smania di vivere, di provare, di volare, di viaggiare. Ho la smania di vedere quella dolce fiammella posta dentro di me bruciare tutta l'intelaiatura di legno che la intrappola e diventare fuoco. Non più un cuore pulsante, ma un cuore divampante! Ma solo un "Hi" seguito da un ignorare una certa persona e passare tra tutte per chiedermi qualcosa, mi fa capire che se anche cambiassi tutto, ed è probabile

Chiacchiere! :D

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Oh... signori carissimi e signore illustrissime, sono esausta ç___ç ma questa stanchezza mi sta davvero ripagando. Credo sia il primo anno che ce la metto davvero tutta per riuscire bene a scuola e, stranamente, quest'anno, cioè il terzo è il migliore finora. Sì, perché io inizio ad accorgermi di essermi iscritta allo scientifico solo in terza. Comunque, devo dire che sono sobbarcata di compiti e ancora non ne ho superati molti. Ho superato, forse il più difficile, ovvero quello di chimica. C'è da dire che dall'inizio, chimica, è stata la materia peggiore e infatti mi sono presa due quattro di fila, ma in quest'ultima sono andata moooolto meglio e ho conquistato il mio cinque in pagella! Per me è un passo avanti... e poi ho superato filosofia, grazie al ragazzo che mi piace, visto che mi ha detto in anticipo come si svolgeva la verifica e che domande aveva fatto alla loro classe. Io sono subito corsa nella mia e l'ho detta a tutti, risultato? Noi siamo andati decis

Ancora racconti... :)

Ecco un altro racconto. Diverso da quello dell'altra volta. Ho solo un accorgimento da fare: Questo è un racconto di paura. Ma non come quelli dei piccoli brividi. E' molto crudo, perciò consiglio di non leggerlo se si è particolarmente sensibili di stomaco. Davvero, se dopo un po' vi dà fastidio, smettete di leggere. E sappiate che non sono svitata, ho soltanto provato a scriverne uno, questo è il primo che compongo. Il compito di uno scrittore è quello di raccontare la verità. Quello di piangere con i propri personaggi e provare dolore con loro. Purtroppo, al mondo esistono diversi tipi di persone. Purtroppo esiste la perversione, la crudeltà, la disperazione. Quella vera, che non ti fa dormire la notte. L'amore di una mamma è infinito, recitano i detti. Alcune malattie portano l'amore a svanire. Dirk sembrava un uomo normale quando si era innamorato di Iris. Amava i capelli biondi di lei, i suoi occhi teneri. Amava il suo modo di sorridere,

Una storia ogni tanto... :)

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– Colchici!– Correva la bambina nei campi innevati, come aveva fatto nei campi fioriti in primavera. Solo un particolare accomunava tutto il paesaggio: Colchici. La bambina prese a correre, preoccupata dalla repentina scomparsa del suo amico. Il vento ghiacciato le graffiava la pelle di porcellana. Le guance le si stavano tingendo velocemente di rosso. La punta del naso era una piccola ciliegia matura. La bambina gridò nuovamente. Il suo grido si propagò per il capo nevoso. Gli alberi, la neve sulle foglie e il laghetto ghiacciato fremettero! Il cielo cominciò ad addensarsi, spesse nubi nere coprirono il sole. Gli occhi grigi della bambina luccicarono: aveva paura. Riprese a correre chiamata dalla voce del vento. Gli alberi proiettavano la loro ombra minacciosa sulla candida neve. La bambina non rinunciò, le si stavano gelando i piedi nelle minuscole scarpette, ma ciò non la preoccupava. Il volto a cuore era solcato dalle lacrime. Tanto era il freddo che le minute gocci

Suvvia, una nuova era è iniziata. Buon anno a tutti.

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–3-2-1! 2013!– Buuuum! Spumante. Fuochi d'artificio che esplodono.  "Aiutatemi" penso.  –Auguri! Auguri!– mi dicono, ma io non li sento. Schiocco baci qua e là senza quasi rendermene conto. Intanto sto pensando e dalle mie orecchie escono sbuffi di fumo. Dentro la mia testa, tanti ingranaggi stanno lavorando a tutta birra. Io non riesco a smettere di pensare.  C'è qualcosa dentro di me che non va. Non mi sento felice. Mi guardo intorno, ma non vedo chi vorrei vedere. "E chi vorrei vedere?" mi chiedo dentro la mia testa.  Già, chi? Chi? Rispondiamo a questo eterno dilemma. Chi? Non lo so. Tante domande e poche risposte. Sento che nella mia vita manca qualcuno. Sento che avrei voluto essere con quel qualcuno in quell'istante.  Ho gli amici che chiunque vorrebbe e sono felice di ciò. Ma manca qualcosa.  E' come se dentro di me una vocetta stesse urlando che devo ancora cercare. Scavare e portare alla luce ciò che davvero desidero. E quando