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Visualizzazione dei post da luglio, 2017

L'acqua del lago non è mai dolce

In quasi dieci anni mi è successa veramente la qualunque. Ho firmato un contratto con una casa editrice e quella me l'ha stracciato illegalmente. Mi ha distrutto talmente tanto che pensavo che un desiderio di rivalsa potesse colmare un vuoto. Allora ho scritto un altro libro, aggressivo, violento, un po' gretto. L'ho sputato fuori così di getto, ma non l'ho mai fatto leggere a nessuno. Tantomeno l'ho mandato alle case editrici. Ho fatto come coloro che dicevo di disprezzare: l'ho lasciato dentro una cartella di un computer e mi sono raggrinzita.  Una prugna. Orribile, non avete idea.  All'università è stato un crescendo di disastri di cui non so se qualcuno si sia mai davvero reso conto. Me compresa. Ho stretto amicizie che non mi bastavano, desiderosa com'ero di una chissà quale notorietà. Alcune le ho abbandonate per riprenderle in futuro. Le ho lasciate sotto il cuscino in attesa di risvegliarmi. Altre le ho tagliate via, strappate, tirate come si fa

Ragazza di Vita

Ricordo i dolci quindici anni quando, nella stessa posizione di ora, con la credenza di liquori davanti, scrivevo il mio primo post. Tornavo da un noioso giorno di scuola.  Credevo di avere tutto. Ero così sdolcinata, le mie parole erano affettate come quelle di una qualsiasi adolescente in crisi d'identità.  Ascoltavo per la prima volta in vita mia i Muse.  Avevo appena imparato che per vivere bene dovevo ascoltare certa musica, leggere certi libri, pensare certe cose.  Mi guardavo dentro e non vedevo nulla. Quanta sofferenza a pensarci ora. Ora che sono la stessa persona di allora.  Sofferente come allora, ma più cosciente; e che, più coscientemente, recupero l'innocenza dei miei quindici anni, a distanza di sei anni.  Ritorno sempre indietro. Mi ci è voluto un po' per capire che le mie radici non sono qualcosa che deve venir estirpato per crescere.  Vi mentirei se vi dicessi che ho trovato un punto fermo nella vita, un punto da seguire.  L'anno sco